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| DOI | 10.32060/PERIODICA.2.2022.245-291 |
| Autore | Davide Salvatori |
| Titolo | Il munus vigilandi del vescovo nei confronti del proprio tribunale |
| Rivista | Periodica de re canonica |
| ISSN | |
| Volume | 111 |
| Anno | 2022 |
| Pagine | 245-291 |
| Sommario | L’Autore approfondisce il significato di vigilare attraverso l’analisi puntuale dei testi conciliari e postconciliari. Il significato di vigilare è indagato secondo una duplice direzione: la vocazione ecclesiale del vescovo nei confronti della propria diocesi e la ricerca del significato del sintagma vigilare all’interno dei singoli documenti considerati nel contesto intertestuale. Le conclusioni sono tecnico-pastorali: come la curia diocesana è espressione della cura pastorale del vescovo nei confronti della diocesi e impersona la sua carità pastorale ottemperando alle sue direttive, così anche il tribunale ecclesiastico. La vigilanza e la cura che il vescovo pone nei confronti della curia e di ogni altro ente ecclesiastico sarà la medesima usata nei confronti del proprio tribunale. Sarebbe riduttivo pensare alla vigilanza in termini solo tecnici; si tratta, piuttosto, di vigilanza soprattutto pastorale i cui criteri ultimi coincidono con la missione della Chiesa e col programma pastorale diocesano. Ciò non esclude la vigilanza tecnica, nell’esercizio della quale il vescovo dovrà essere assistito da persone adeguatamente qualificate, ove, cioè, non lo sia egli stesso. |