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| DOI | 10.32060/PERIODICA.2.2026.01 |
| Autore | Emanuele Spedicato |
| Titolo | Cumulo di azioni e conexio causarum |
| Rivista | Periodica de re canonica |
| ISSN | |
| Volume | 115 |
| Anno | 2026 |
| Pagine | 177-201 |
| Sommario | Il presente studio mira a definire la distinzione funzionale tra il cumulo di azioni e la connessione di cause nel diritto processuale. Al fine di evitare ambiguità, il termine “identità” viene utilizzato per indicare la mera condivisione di elementi oggettivi o soggettivi tra due cause, riservando la “connessione” al ruolo di titolo di competenza. La summa divisio risiede nel fondamento della giurisdizione: il cumulo presuppone sempre l’originaria competenza del giudice su tutte le domande, configurandosi come una facoltà dell’attore. Al contrario, la connessione agisce come strumento per l’attrazione di competenza relativa, consentendo al foro di conoscere cause altrimenti a lui estranee. Tale meccanismo, giustificato dall’economia processuale, è obbligatorio (non ad validitatem) quando le cause sono legate da un vincolo di identità oggettiva, garantendo la coerenza dei giudicati. Parole-chiave: cumulo di azioni; connessione di cause; competenza. |