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Volume: 2018 - Fascicolo: 4
L’articolo spiega come si manifesta e attua la sinodalità nel sistema canonico della Chiesa, analizzando i principi della comunione ecclesiale e consultazione sui quali si dovrebbe basare la sinodalità, gli organi di governo della Chiesa attraverso i quali sia possibile la realizzazione della sinodalità, e le prospettive future di tale realizzazione.
La Sede Apostolica non solo possiede un patrimonio proprio la cui amministrazione richiede una cura adeguata, ma è anche un soggetto che svolge diverse funzioni di supervisione rispetto al patrimonio della Chiesa universale. Un aspetto particolarmente importante di tale supervisione è l’esercizio, da parte della Sede Apostolica, del controllo in riferimento a specifici atti di alienazione del patrimonio della Chiesa universale. La situazione esistente induce a chiedersi se le norme incluse nel Codice di Diritto Canonico del 1983 siano sufficientemente comprensibili e chiare, non suscitino alcun dubbio di interpretazione e possano garantire il controllo effettivo della Sede Apostolica sull’alienazione dei beni e nel contempo anche la debita tutela dei beni ecclesiastici. Quale formula viene assunta da tale
controllo e, considerando le premesse indicate della riforma di papa Francesco, le procedure legate all’ottenimento della licenza da parte della Sede Apostolica rispondono alle «necessità dei tempi» ed ai requisiti della Chiesa nella realtà economico-giuridica contemporanea? Il presente articolo, attraverso l’analisi delle soluzioni previste nel codice che regola la materia indicata, costituisce un tentativo di risposta ai quesiti summenzionati.
Questo contributo affronta la questione della necessità di una disposizione sulla creazione dei Tribunali Ecclesiastici da inserire nella Costituzione della Repubblica Federale della Nigeria, la quale, da una parte, garantisce la libertà di pensiero, coscienza e religione ai suoi cittadini e, dall’altra, già prevede per i Musulmani il diritto costituzionale di rivendicare i propri diritti nelle Corti di Appello della Sharia. L’articolo interroga quale significato debba avere tale «Corte Ecclesiastica d’Appello» per i cristiani in Nigeria e quali potrebbero essere i meriti, i demeriti e le prospettive future di un simile disegno di legge in uno Stato laico, che garantisce la libertà di religione per i cittadini che professano una moltitudine delle credenze.
Il presente articolo desidera presentare alcune questioni che solitamente, analizzando il giudizio contenzioso amministrativo, paiono marginali o secondarie, ma che, invece, hanno una certa rilevanza e meritano, pertanto, attenzione e studio. In questo studio procediamo basandoci sulla dottrina, riferendoci specialmente a quegli Autori che hanno svolto o svolgono qualche incarico presso la Segnatura, così da poter dedurre dal loro pensiero anche quella che può essere la prassi seguita presso il Supremo Tribunale Apostolico.