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Volume: 2018 - Fascicolo: 2
L’articolo intende analizzare le vicende della canonistica dopo l’assunzione del paradigma codificatorio sulla scorta dei seguenti criteri: metodo, pubblicazioni, istituzioni di ricerca e d’insegnamento, contenuto, rapporto tra canonistica, teologia, diritto secolare. Oggi il diritto canonico deve affrontare parecchie sfide: superare la crisi d’identità (è teologia oppure diritto?) sul fondamento della sua storia e mediante un dialogo con la teologia, con la scienza giuridica secolare e con le altre scienze nonché con gli altri diritti religiosi; sviluppare un’adeguata teoria generale; diventare un diritto veramente ecclesiale (non esclusivamente europeo); rafforzare la centralità della persona umana.
L’autore svolge le sue considerazioni partendo dal n. 28 della Ratio Institutionis Sacerdotalis dell’8 dicembre 2016, che vede la formazione al ministro sacro come «un tempo di prova, di maturazione e di discernimento da parte del seminarista e dell’istituzione formativa». Sia il seminarista che i formatori, al fine di evitare passaggi automatici da una tappa all’altra, debbono periodicamente verificare se sono presenti le qualità che la Chiesa richiede per l’accesso al ministero. Sono descritte le finalità delle varie tappe. È, poi, analizzata la maturazione nella dimensione umana, spirituale, intellettuale e pastorale, e si insiste sul fatto che essa richiede un accompagnamento personalizzato, che postula una flessibilità nel programma formativo. Infine, viene approfondito in che cosa consiste il discernimento
vocazionale e chi lo deve fare.
L’autore descrive e riflette sulla disciplina sotto i Codici di 1917 e 1983 che escludeva in modo categorico le persone in situazioni matrimoniali irregolari dalla Penitenza e la Sacra Communione. Il cambiamento fondamentale di questa disciplina che il Papa Francesco ha stabilito nel capitolo ottavo di Amoris Laetitia verrà trattato nella seconda parte dell’articolo, pubblicata nel fascicolo successive di Periodica.
Questo articolo offre una prospettiva sintetica su discordanze, questioni terminologiche, ragioni e tempi riguardanti la prescrizione dell’azione criminale e dell’azione penale nel diritto canonico, a partire dalla giurisprudenza e dalle opinioni dei diversi autori a proposito. Data l’esiguità delle risorse bibliografiche, provocata dallo
scarso interesse della dottrina in materia e dalle lacune legislative, non è in oggetto la soluzione a tutti i quesiti pratici e terminologici, che vengono presentati come ancora aperti.