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Volume: 2021 - Fascicolo: 2
L’articolo affronta il tema dell’incidenza della mancanza di fede e validità del matrimonio, partendo dall’analisi del documento della Commissione Teologica Internazionale, edito nel marzo 2020, dal titolo: «La reciprocità tra fede e sacramenti nell’economia sacramentale». L’autore cerca di rispondere al quesito se e in quale misura vi sia corrispondenza tra la tesi del recente documento e la consolidata giurisprudenza rotale in merito alla validità dei matrimoni celebrati da cristiani «non credenti». Data per conosciuta la questione teologica risolta dalla prospettiva del magistero, l’autore cerca di delineare una linea di convergenza tra riflessione teologica, magistero e giurisprudenza rotale. L’articolo si divide sostanzialmente in due parti: nella prima si presenta il documento della CTI nel suo nucleo centrale, mettendo in evidenza la tesi predominante; nella seconda si sottolineano le linee giurisprudenziali consolidate della Rota Romana ed anche criticità e problematicità. Lo studio cerca di dimostrare l’avvenuta convergenza (non identificazione) tra riflessione teologica e canonica attraverso l’adesione, da entrambe le parti, alla posizione del magistero. Se vi è stata, infatti, evoluzione, ciò non significa deduzione. A distanza di più di cinquant’anni dall’inizio del vivo dibattito, sembra che la querelle su questa materia possa ritenersi sostanzialmente risolta, sebbene si debba ancora lavorare per realizzare un maggior connubio tra teologia e diritto canonico.