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Volume: 2026 - Fascicolo: 3
A dieci anni dalla riforma del processo di nullità matrimoniale operata dai motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus e Mitis et misericors Iesus, il contributo esamina l’esperienza maturata dalla Segnatura Apostolica nel governo della riorganizzazione dei tribunali. Seguendo la struttura del can. 1673, l’Autore ricostruisce l’interpretazione del Supremo Tribunale circa la prerogativa del vescovo diocesano di costituire il proprio tribunale e la perdurante vigilanza della Sede Apostolica sull’erezione dei tribunali interdiocesani, sulle proroghe di competenza e sulla designazione del foro d’appello. Una seconda parte illustra, sulla base del materiale d’archivio, la prassi sviluppata dalla Segnatura nelle diverse configurazioni — tribunali diocesani, regionali e provinciali — mostrando come il decennio post-MIDI riveli una dialettica tra continuità e cambiamento, tra l’aspirazione del vescovo al proprio tribunale e l’esigenza di un quadro giudiziario stabile al servizio dei fedeli.
Parole chiave: erezione e approvazione di tribunali interdiocesani; recognitio degli stessi; proroga di competenza; designazione del foro di appello; vigilanza.
L’articolo è una presentazione delle proposte di modifiche a trenta canoni del Codice di diritto canonico in relazione al Documento finale della XVI Assemblea Ordinaria Generale del Sinodo dei Vescovi. Dopo un’introduzione sul lavoro della Commissione canonistica, i singoli canoni sono presentati relativamente a tre tematiche: i laici: uomini e donne; le conferenze episcopali e i concili particolari; gli organi di partecipazione: rendiconto e valutazione. La prima tematica comprende i cann. 275; 212; 749; 476; 483; 1112; 230; 208; 463; 1421; 1425; la seconda i cann. 450; 440; 443; 446; la terza i cann. 127; 391; 399; 461; 466; 403; 473; 493; 495; 500; 511; 512; 514; 536; 537. L’autore riporta i numeri del Documento finale che auspicano tali modifiche e i canoni del Codice, mostrando ciò che di conseguenza è proposto come modifica, integrazione o soppressione. A ogni canone viene fatto un commento, più o meno esteso a seconda dei casi, per spiegare la ragione delle proposte che vengono avanzate.
Parole chiave: pari dignità dei fedeli; carismi; ascolto; discernimento; voto consultivo; partecipazione; rendiconto; valutazione.
Il presente contributo muove da un’analisi dell’evoluzione della teoria generale dell’atto giuridico nel diritto canonico, evidenziando come la dottrina abbia superato l’iniziale deficit riflessivo per concentrarsi sui profili costitutivi, vizi e validità dell’atto stesso. In questo panorama, tuttavia, l’istituto della rescissione è rimasto ai margini del dibattito scientifico. Attraverso un metodo comparativo e una delimitazione “per via negativa”, lo studio distingue la rescissione da figure affini quali la revoca, la dichiarazione di nullità, l’annullamento, la risoluzione e la sanazione. “In positivo” l’articolo mappa le fattispecie codiciali di rescindibilità e, supportato dalla giurisprudenza della Segnatura Apostolica, ne propone un’interpretazione estensiva. La rescissione viene così configurata come un rimedio costitutivo a tutela del fedele contro un atto valido ma affetto da illegittimità o ingiustizia, valorizzandone la natura di strumento equitativo.
Parole chiave: atto giuridico; rimedi contro l’atto; rescissione.
L’articolo è stato concepito con la finalità di presentare un excursus della normativa alla base della pubblicazione della giurisprudenza del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica ante Codicem del 1917 e ante e post Codicem del 1983, per arrivare alle iniziative contemporanee di raccolta e diffusione della giurisprudenza del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
Parole chiave: giurisprudenza; fonti; riviste; collectanea; Ministerium Iustitiae; Conspectus.